
Ieri a Bruxelles, gli Stati membri dell'Ue hanno fissato scadenze e obiettivi per completare il mercato unico nel settore servizi.
Si sono impegnati a raggiungere entro giugno gli accordi sul brevetto Ue e sulle proposte riguardanti i temi di efficienza energetica, semplificazione della contabilità, standardizzazione e roaming nel settore mobile.
Altri temi di discussione sono stati i diritti d'autore, la lotta alla pirateria e la firma elettronica, ma quello che più ci interessa è l'impegno nell'attuare il più velocemente possibile il piano della Commissione per lo sviluppo dell'ecommerce e nel risolvere le controversie online.
Le proposte della Commissione per lo sviluppo del commercio elettronico, che mirano a far raddoppiare le vendite online entro il 2015, sono pensate per agevolare l'acquisto online, migliorare in termini di efficienza e costi del servizio di consegna in Europa, sviluppare le infrastrutture internet, informare maggiormente i consumatori riguardo a prodotti e prezzi e proteggerli dagli abusi e dalle truffe in rete.

In questa settimana abbiamo assistito dalle nostre case alle proteste e agli scioperi degli autotrasportatori, ma cosa ha comportato per i rivenditori e gli acquirenti dei negozi online?
Gli utenti che hanno acquistato in rete nei giorni scorsi hanno dovuto (o dovranno) pazientare un po' per l'arrivo della propria merce, infatti lo sciopero dei TIR, che era partito inizialmente dalla sicilia, si è allargato a quasi la totalità della penisola italiana, creando disagi anche gravi per le spedizioni degli ordini.
Dall'altra parte, i rivenditori ecommerce si sono trovati a dover gestire centinaia di proteste da parte di clienti insoddisfatti che si chiedevano che fine avesse fatto la propria merce. Avrebbero dovuto, forse, comunicare ai propri clienti direttamente sul sito o tramite mail i motivi dei ritardi, in modo da evitare perlomeno l'accanimento dei consumatori.
Oggi la protesta dovrebbe terminare e le spedizioni riprendere, ma chi ha aderito allo sciopero potrebbe ancora vedersi applicare dalle autorità competenti sanzioni per i disagi arrecati a tutto il Paese.

La eCommerce Foundation, un'organizzazione non-profit che ha come obiettivo il miglioramento delle attività di ecommerce per le aziende e le industrie di tutto il mondo, ha lanciato nei giorni scorsi un nuovo servizio, eCommerce Benchmark.
L'applicazione ha lo scopo di permettere alle aziende di inserire i dati riguardanti i propri ecommerce e di confrontarli con le informazioni degli altri iscritti. Un team di esperti analizza tutti gli inserimenti, ne valuta la veridicità filtrando quelli inverosimili e garantisce così l'affidabilità delle comparazioni.
La valutazione delle informazioni e la divisione per settore merceologico e per target delle stesse, dà la possibilità di compiere valutazioni davvero uniche su trend e performance del commercio elettronico.
Il servizio è gratuito e assicura l'anonimato per tutte le aziende che decidono di iscriversi, le quali sono ancora poche a causa della diffidenza nell'affidamento di dati così sensibili ad "esterni". Su questo punto la eCommerce Foudation ribadisce che il sistema è assolutamente sicuro e che l'inserimento dei dati è fatto dalle aziende in modo autonomo e con la possibilità di utilizzare un email non aziendale.
La Fondazione è costituita da specialisti di ecommerce, scrittori e professori provenienti da tutto il mondo. Ha sede ad Amsterdam, Paesi Bassi e ha partner a Bruxelles, Zurigo e Vienna.

È ora disponibile la versione CE (Community Edition) 1.6.2 stabile di Magento con nuove e migliorate funzionalità.
Gli aggiornamenti più importanti di questa release sono un processo di indicizzazione refactoring e l'implementazione delle impostazioni Pay Pal per il Giappone. Nonostante sia una versione stabile, si consiglia di effettuare un backup prima di aggiornare la propria piattaforma Magento.
Sul sito ufficiale potete trovare la lista completa degli aggiornamenti e scaricare la nuova versione.

Uno studio di Confcommercio testimonia una crescita del 5,6% degli acquisti online, pratica che coinvolge ormai 9 milioni di italiani con una spesa procapite media di 1050 euro all'anno.
Un altro studio del Politecnico di Milano afferma che un'alta percentuale di consumatori acquista in rete, nonostante la crisi, grazie alla disponibilità di opinioni e indicazioni di altri utenti, informazioni che permettono di acquistare prodotti di qualità a buon mercato. Anche se il ritmo di crescita è quasi doppio rispetto ad altri paesi dell'UE, con i nostri 8 miliardi spesi nel 2011 siamo ancora indietro rispetto a Regno Unito (51 miliardi) e Germania (34 miliardi).
In Italia si è assistito anche a un aumento del 5% degli acquisti tramite smartphone, da un'indagine di comScore risulta che:
Si sa che gli italiani sono diffidenti riguardo i pagamenti online, al punto che spesso chi è già titolare di una carta di credito o di un bancomat acquista comunque una prepagata per maggiore sicurezza.
In realtà la legge ci tutela dalle truffe con le carte di pagamento, basta tenere d'occhio il proprio estratto conto ed eventualmente segnalare alla banca gli addebiti fraudolenti per riavere il maltolto. La società emittente della carta riaddebita la merce e la cifra del pagamento al venditore, che si accolla la perdita. L'unica grossa pecca di questo sistema sono i tempi che occorrono per avere il rimborso (fino a 6 mesi) e che, accorciati, favorirebbero gli acquisti online da parte di utenti più fiduciosi.

Disponibile l'anteprima di Magento 1.7 alpha1, una versione di test non utilizzabile in ambienti di produzione.
I principali cambiamenti riguardano una migliore navigazione a livelli, limitazione dello spam grazie alla funzionalità captcha aggiunta a tutte le form, il prezzo minimo di vendita basato su gruppi di clienti e la possibilità di generare automaticamente codici promozionali per regole di prezzo. Migliorerà la sicurezza grazie ad un sistema di backup e alla convalida della Partita IVA. Un'altra novità è il supporto per DHL Europa.
Sulla pagina ufficiale potete trovare la lista completa delle caratteristiche e scaricare la nuova release di test.

lo staff Artera augura a tutti Buone Feste e Felice Anno Nuovo!

Crescono i numeri dell'e-commerce, ma non si attenuano i timori e le diffidenze dei consumatori rispetto alle forme di pagamento telematiche, effettuate attraverso il web e il cellulare.
Secondo il rapporto realizzato dall'agenzia Javelin Strategy and Research, ben quattro utenti su cinque preferiscono spendere di più online se hanno di fronte un sistema di pagamenti semplice e sicuro, che non preveda l'inserimento di dati personali o numeri di carte di credito. Secondo il rapporto i venditori online potrebbero ottenere un fatturato di 109.8 miliardi dollari all'anno offrendo soluzioni più immediate, un fenomeno particolarmente evidente in un paese come l'Italia, segnato da un retroterra di truffe e raggiri che in passato hanno stratificato numerose preoccupazioni di fronte agli strumenti online.
Al centro della contesa c'è soprattutto la sicurezza delle carte di credito, e con essa le problematiche legate alla privacy, la frode, la sicurezza e la convenienza.
Alle varie remore vanno aggiunte le paure per la sicurezza dei sistemi operativi, come iOS e Android. Nonostante il lavoro svolto dalle aziende, i consumatori continuano ad avere le loro paure, indipendentemente da quanto presente o dichiarato dalle tecnologie esistenti. Insomma, c'è ancora molto da lavorare, ma la speranza arriva dalle nuove generazioni, decisamente più propense ad utilizzare gli strumenti virtuali di pagamento.

Nel mirino ora ci sono eBay e Amazon. Ovvero i due riferimenti per quanto concerne il commercio elettronico. Google non vuole fermare la sua espansione, anzi intende aprire le porte all’eCommerce, e come suo solito non certo da comparsa. La strategia di Mountain View si presenta però con basi diverse: lavorare non su una piattaforma per la vendita diretta, bensì su un appoggio a grandi aziende come Macy’s, GAP e OfficeMax. In secondo luogo, bigG ha intenzione di creare un servizio che consentirebbe agli utenti di fare acquisti online e di ricevere la merce entro un massimo di 24 ore dietro pagamento di una commissione minima. Soluzione che entrerebbe in diretta concorrenza con l’offerta Prime di Amazon.com, che dietro pagamento di 79 dollari all’anno consente di ricevere tutti gli articoli acquistati sul sito entro uno o due giorni al massimo.
Un settore, quello delle vendite online al dettaglio, sempre più florido: negli Stati Uniti il progresso è continuo, solo nell’anno in corso il segno + si attesta al 12%, per un volume di affari pari a 197 miliardi di dollari. Non proprio noccioline. Amazon è il player principale e, grazie al programma Prime ha previsto per l’intero 2011 una crescita del fatturato del 50% a 50 miliardi di dollari. Ora non resta che attendere la mossa di Google, ed eventuali dettagli riguardo a uno sbarco del servizio anche in Europa.

I venti di crisi portano in Italia ristrettezze, nuove forme di tassazione, riduzione dei consumi. Ma senza grandi rinunce, basta solo scegliere canali d’acquisto più diretti e vantaggiosi. E’ così che si spiega la rapida ascesa del commercio elettronico, soprattutto nei settori dei beni durevoli e negli investimenti sulla casa. L’e-commerce è soluzione gradita anche per le contrattazioni sui mercati esteri, dove è facile individuare, e a buon prezzo, prodotti esclusi dalla tradizionale rete commerciale.
Una sfera, quella della vendita al dettaglio, che risente in maniera negativa di queste evoluzioni, di certo favorite anche dagli investimenti che stanno approntando in rete le grandi aziende, e persino gli istituti bancari attraverso il fenomeno delle carte di credito prepagate.
In rampa di lancio segnaliamo anche una nuova tendenza, quella dell’acquisto mirato e personalizzato via web che molte volte ricade sul social shopping, ossia la scelta di prodotti scontati perchè con garanzia di acquirenti. La nuova frontiera, è il commercio con un click.